VENEZIA – ROVIGNO – VENEZIA
11-16 Giugno 2009
TERZA PUNTATA
Lunedì 15 Giugno
Oggi si naviga verso l’Italia, l’appuntamento per la partenza da Rovigno è in darsena alle ore 7. Anche così presto riusciamo a fare una buona colazione grazie all’ospitalità della padrona di casa.
Il programma prevede di arrivare stasera a Lignano per poi domani fare il tragitto fino a Venezia. Il gruppo ha perso due imbarcazioni; Mafalda di Piero Fabris che ha pensato di partire stamattina molto presto per arrivare a Venezia entro stasera, e Silia di Fabio che ha deciso di fare ancora qualche giorno di vacanza.
Ricapitolando quindi, il gruppo con Astemio, Attilia, Ermenegilda, Eugenio, Levante, Nuovo Fisolo, Paron Giacomo, Pevarina, Radioso e Cristina II^ è pronto a lasciare il mandraccio di Rovigno.
Iniziamo la navigazione dopo avere impostato la rotta sulla nostra bussola e assicurato il collegamento VHF sul canale 72.

Anche oggi il tempo si presenta splendido, ancora un ennesimo giorno di sole accompagna la nostra vacanza sulla via del ritorno. Ma vento e mare non sembrano anticipare una traversata tranquilla.
Noi issiamo la trinchetta sull’albero maestro, mentre altri equipaggi veleggiano con la randa con 1 o 2 mani di terzaroli. Il mare rinforza, ma Cristina II^ reagisce bene ed io sono così tranquilla che riesco anche a mettermi in prua a prendere il sole e a fare un po’ di foto.
Ci sono onde alte e la barca ogni tanto sembra sparire nell’acqua.

Abbastanza vicino a noi Alberto e Giovanna con Eugenio. Anche Eric, il loro compagno di viaggio a quattro zampe, oggi non è di vedetta in prua. Le condizioni del mare proprio non lo permettono!
Dopo qualche ora di mare e di vento impegnativi, si decide di rientrare ad Umago per fare il punto della situazione e decidere poi insieme il da farsi. E’ passato da poco mezzogiorno, e la tappa ci serve anche per fare il rifornimento di carburante.
Ci fermiamo in mandraccio e con il ristoro di una bibita fresca gli equipaggi si confrontano tra loro. Molti sono preoccupati delle condizioni del mare che più al largo potrebbero anche peggiorare, altri invece, sicuramente la minoranza, propongono di riprendere il mare puntando verso Grado, con la teoria che tanto peggio di così non potrà essere.

C’è anche una importante questione logistica temporale; facendo tappa qui ad Umago domani diventerà sicuramente più difficile arrivare a casa in una sola giornata. Forse con una partenza molto presto verso le sei della mattina potremo farcela.
Alla fine il gruppo decide di fermarsi, e così iniziamo ad organizzarci preparando prima di tutto un ormeggio serio “da notte” . Marzio ed io , e pochi altri, troviamo una sistemazione confortevole in paese.
Il pomeriggio passa tranquillo, espletate le formalità doganali tutti gli equipaggi si ritirano per un po’ di riposo e per ritrovarsi più tardi per andare a cena. La cena è piacevole e anche stasera la natura ci dona uno stupendo tramonto sul mare proprio davanti a noi.
Il gruppo è allegro e non sembra dispiaciuto per lo stop forzato.


Faccio vedere le riprese fatte stamattina durante la navigazione e, come spesso accade, pur essendo delle immagini di effetto purtroppo non riescono a riprodurre esattamente la realtà.
La stanchezza insieme alla buona cena e alla birra ci ha preparati bene per la notte, domani sveglia mattutina alle 05,30 e partenza alle 6 per ritorno a casa.
Buona notte!!
Martedì 16 Giugno
La notte è passata tranquilla; è ancora presto per il nostro appuntamento, il sole è già sorto sul mare e così ne approfitto per fare qualche foto con la luce particolare del mattino. Naturalmente non manca il soggetto “Vele al terzo” che sono ancora tutte in “abiti da notte”. Il bar davanti al nostro ormeggio apre alle 6 e quindi posticipiamo un po’ la partenza per poter prendere il primo caffè della giornata.

Lasciamo il mandraccio di Umago, il sole fa filtrare i suoi raggi attraverso alcune nuvole del mattino, il mare come da bollettino si prospetta un po’ impegnativo, così pure il vento.
Appena iniziata la navigazione ci rendiamo conto che le condizioni non sono proprio delle migliori e decidiamo quindi per ora di proseguire a motore. Ci guardiamo intorno e ci sembra che questa sia la decisione quasi unanime del gruppo, a parte Attilia e Levante che alzano le loro vele.

Il gruppo prosegue seguendo la rotta fissata per Lignano e con il collegamento radio sul canale 72. Ci dispiace non riuscire nemmeno oggi a fare la traversata a vela, ma la cosa che ci preme di più è sicuramente arrivare entro le 19,00 alla chiusa del Cavallino per poter quindi essere a casa in serata.

Improvvisamente l’imbarcazione di Giorgio Rigetti ha qualche difficoltà, da lontano ci sembra stia imbarcando acqua.
Tutte le barche si dirigono verso Attilia per prestare aiuto e dopo qualche difficoltà causata dalle impegnative condizioni del mare, riusciamo a metterla in sicurezza e a trainarla verso Grado.

I tempi per noi sono veramente stretti e ci rendiamo conto che sta iniziando una nuova avventura, questa volta tutta nostra visto che abbiamo lasciato il gruppo.
Riusciamo a recuperare il numero della chiusa, provo a chiamare ma senza riuscire ad ottenere nessuna agevolazione particolare: dobbiamo assolutamente arrivare entro le 19,00 altrimenti non si passa!

A questo punto diventa una navigazione contro il tempo e tutti questi canali sembrano non finire mai. Sono passate quasi altre otto ore dalla partenza da Grado e siamo finalmente in prossimità della chiusa che però ancora non riusciamo a vedere. Manca una decina di minuti alle sette e quindi chiamo la chiusa per avvisare del nostro arrivo. Brutta sorpresa, nessuno risponde!
Nel giro di poco vediamo apparire ai nostri occhi l’agognato passaggio, sfortunatamente non aperto e senza nessun operatore presente. Sono le 19,08! Abbiamo ancora una chance da giocarci, la vecchia chiusa automatica che apre e chiude in funzione del livello del mare. Fortuna sfumata, anche questo passaggio è chiuso.
Vola qualche imprecazione, abbiamo fatto tanto, e per soli 8 minuti saremo costretti a trovarci un riparo per la notte. Intanto ci spostiamo verso la marina di punta Faro a Cavallino per fare benzina, ma anche il distributore è chiuso.
Iniziamo a pensare a come organizzarci per la notte mentre Agostino, che assolutamente domani mattina deve rientrare al lavoro, decide di farsi venire a prendere da un amico.
Siamo desolati e l’umore è a terra.
Tentare l’uscita in mare non è consigliabile, c’è ancora molto vento, e quindi cerchiamo di farcene una ragione.
Prima di ogni altra cosa decidiamo di andare a vedere gli orari della chiusa in modo da passarla presto domani mattina.
Ed ecco all’improvviso una vista meravigliosa davanti a noi, la chiusa automatica si è aperta e quindi possiamo passare.
Esultiamo dalla gioia, velocemente Marzio abbassa tutto il timone e passiamo a filo sotto il ponte di ferro della chiusa. Finalmente liberi, e per festeggiare stappiamo l’ultima bottiglia di prosecco ancora fresca in cambusa. Ceniamo con poco ed una certa allegria si impadronisce di noi.
Ancora un ultimo sforzo e saremo a casa. Facciamo anche una piccola tappa a Treporti per riempire una tanica di benzina per maggior sicurezza, e ci godiamo un tramonto mozzafiato sulla laguna.


Cominciano a farsi sentire umidità e stanchezza e si è fatto anche buio. Finalmente vediamo le luci di Venezia e il faro verde dell’imboccatura del porto.
Arriviamo alla chiusa dei Moranzani alle 22,00 e come già d’accordo Piero cortesemente ci apre. Tempo utile per far salire l’acqua nella chiusa, uscire, ormeggiare, scaricare la barca e chiuderla a notte. Siamo pronti per salutarci alla fine di questa giornata interminabile iniziata alle 6 di questa mattina.
E’ così finita la nostra bella vacanza, siamo stanchi ma sicuramente soddisfatti e più ricchi di esperienza.
Buona notte!
C.V.