VENEZIA – ROVIGNO – VENEZIA
11-16 Giugno 2009
Mai avrei pensato di avere così tante cose da ricordare di questo viaggio da volerle già mettere nero su bianco mentre tornavo a casa via canali da Grado a Venezia.
Sono certa che un’esperienza così intensa e carica di divertimento, avventura e amicizia, non capita di certo tutti i giorni e quindi ho sentito forte dentro di me il desiderio di fissare le tante emozioni vissute in questi meravigliosi sei giorni di vacanza in barca.
Vuole essere anche il mio ringraziamento all’ equipaggio di Cristina II^, Marzio ed Agostino, e a tutti gli amici di Vela al Terzo, quelli presenti e che potranno rivivere insieme a me un pezzo di vita, e anche a quelli che ci hanno seguito da casa con il loro vivo pensiero, magari bonariamente un po’ invidioso.
PRIMA PUNTATA
Giovedì 11 Giugno
Il ritrovo di tutte le imbarcazioni partecipanti al raid è giovedì mattina ore 12.00 a Sant’Elena, sono tutti Topi tranne Fabio con la sua sanpierota Silia e per giunta anche senza equipaggio. Fin da subito il Presidente Massimo Gin tenta di farlo desistere dall’impresa ma lui già con la sua strategia bene in testa convince tutti che ce la può fare. Per tranquillizzarci di dice anche di avere dei giorni di ferie in più che gli permetteranno quindi di fermarsi in caso di necessità.

Ore 12.00, si parte con destinazione Caorle. Paron Giacomo, Attilia, Radioso, Borin, Ermenegilda, Levante, Nuovo Fisolo, Silia, Cristina II^, una dopo l’altra le imbarcazioni, con i loro equipaggi, sfilano sotto il sole attraverso la laguna, puntando la prua verso il mare.
Le condizioni inizialmente sono ottimali per una bella veleggiata, e così ho iniziato a vedere issate le prime vele colorate seguite poi da qualche trinchetta.
Noi un po’ previdenti avevamo già preparato in porto una mano di terzaroli e così issiamo la nostra vela e iniziamo a divertirci un po’. Vento e mare si fanno sentire ma tutto procede per il meglio. Vediamo che alcune barche continuano ad andare a motore, magari in attesa di una condizione più favorevole, e così pensiamo che la nostra “ignara strategia iniziale” sia risultata sicuramente vincente.
Davanti a noi vediamo le vele di Attilia e Paron Giacomo, dietro quelle di Levante e Nuovo Fisolo.
Ad un certo punto ci arriva una comunicazione dal capo gruppo Giorgio Righetti: date le condizioni del mare si rientra a Cortellazzo e si prosegue via canali. Velocemente ammainiamo la vela e iniziamo a dirigersi verso l’imboccatura designata.
E’ stato tutto così improvviso! Ma sarà un ordine oppure solamente un consiglio? Siamo solo all’inizio e quindi non sappiamo bene come funziona il tutto all’interno del gruppo. Fatte velocemente queste considerazioni organizzative iniziamo invece a renderci conto che l’entrata a Cortellazzo non è delle migliori. Anzi, è sconsigliata in tutti i Portolani proprio perché, con la presenza della spiaggia quasi a ridosso del canale, si creano in acqua delle condizioni di pericolo.
Mentre ci stiamo portando verso il canale ci rendiamo conto che alcune barche, che ci precedevano e che si seguivano, hanno proseguito via mare verso Caorle. (Con il senno di poi diremo che sarebbe stato la cosa migliore da fare anche per noi, visto che Cristina II^ si stava comportando proprio benino!!)
L’entrata a Cortellazzo rappresenta il primo momento di difficoltà della vacanza. Marzio e Agostino sono al timone nel pozzetto di poppa, io in piedi in quello di prua.
Le onde sono molto alte e la barca sembra pattinare sopra l’acqua, accompagnata da un fortissimo dondolio che in certi momenti sembra spingerci verso gli scogli a dritta. Il motore infatti in certi momenti pesca a vuoto e non ci permette di governare la barca. Sono solo 500/600 mt. di imboccatura del canale così fortemente ondoso, ma vi assicuro che in piedi in prua accompagnando con il corpo il movimento della barca mi sono appellata a tutta la mia forza per cercare di non avere troppa paura. Devo dire che io personalmente sono alle prime esperienze di vita di mare e quindi tutto per me ha sapore di novità.
Finalmente tutto si calma e davanti a noi vediamo ormeggiate Borin e Radioso che poco prima avevano vissuto la stessa avventura. Ci avvertono, che un po’ più avanti nel canale, c’è Ermenegilda ad aspettarci per procedere insieme verso Caorle.
Ci mettiamo al lai di Borin e sento le gambe e le braccia che tremano. Mamma mia, forse un po’ di paura l’ho proprio avuta!!
Anche gli altri equipaggi confermano di avere provato un po’ la mia stessa tensione e, quindi per tirarsi un po’ su, ecco un buon caffè offerto da Pia.

Arriviamo a Caorle verso le ore 18.00, i nostri amici che hanno proseguito via mare sono già arrivati. Dopo di noi arrivano solo Nuovo Fisolo, Silia e poi Mafalda di Piero Fabris che ha così raggiunto il gruppo partendo anche più tardi. E’ così grande questa barca!!

Finite le operazioni di ormeggio in mandraccio a Caorle, ci si organizza per la notte. Alcuni hanno già prenotato al vicino hotel Cleofe, altri dormono in barca come Agostino nella Cristina II^, e altri come Marzio ed io che si mettono alla ricerca di una semplice sistemazione.
Ci ritroviamo tutti insieme verso le 20.00 al ristorante Caorlina, via terra arriva anche Elena, e poi più tardi ci raggiungono gli ultimi del gruppo: Giuseppe con il suo Astemio, Alberto e Giovanna con Eugenio, Mattia e Alvise con Pevarina.

Le previsioni per l’indomani, giorno per noi della traversata verso la Croazia, non sono delle migliori. L’appuntamento è per le ore 8.00 in banchina per un primo breefing della giornata. Passeggiata verso la chiesetta e ultime chiacchiere ammirando le sculture di pietra del lungomare. E poi tutti a dormire.
Buona notte!!
Venerdì 12 Giugno
La notte è passata tranquilla, tutto sommato la sistemazione trovata insieme a Radioso ci ha fornito l’essenzialità di una doccia calda, un comodo letto ed una buona colazione. Siamo tutti puntuali all’incontro e i nostri rispettivi capitani attorniano Giorgio Rigetti, il capogruppo e organizzatore, per l’annunciato breefing. Dalle previsioni meteo e dal bollettino del mare risulta che il vento è in calo nel pomeriggio e quindi si decide di raggiungere Lignano via canali. Faremo quindi più tardi la traversata puntando Punta Salvore e raggiungendo poi Cittanova.
Così con calma, verso le 9,30, tutte le barche lasciano il calore del mandraccio di Caorle dove siamo riusciti, anche se solo per qualche ora, a vivere la città da molto vicino. Alcune imbarcazioni, tra cui la nostra, hanno sete di benzina e quindi ci dirigiamo verso il distributore più vicino per il rifornimento.

E’ una bellissima giornata, ben soleggiata e ventilata. Le nostre barche colorate fanno proprio una bella figura in questi canali, tra cigni bianchi, vecchi casoni ed una natura verde dirompente ma nello stesso tempo anche discreta.
Arriva l’ora del pranzo e così tutti gli equipaggi mettono mano alla dispensa preparandosi mentalmente ad attraversare l’Adriatico. Oggi il menù di Cristina II^ prevede torta salata agli spinaci offerta dall’Adelina, la mia carissima mamma, formaggi vari, pane ed una bella birra fresca. Sarà l’aria di vacanza, sarà la fame, e tutto viene spazzolato velocemente condividendo un assaggio con le barche in quel momento più vicine, Eugenio e Pevarina.

Arriva il momento di issare gli alberi, che erano stati abbattuti per passare sotto a qualche ponte lungo i canali, e iniziamo così a sentire l’odore del mare. Per noi iniziano anche le prime difficoltà tecnico/organizzative: ci siamo dimenticati di caricare il VHF durante la notte e quindi adesso è fuori uso. Che naviganti!
La situazione non è male, un buon vento (non chiedetemi che tipo!) accompagnato da una bella onda. Fissiamo la rotta sulla nostra bussola e proseguiamo. Le barche poi si dividono in due gruppi; a vela con 1 o 2 mani di terzaroli, e a motore mantenendo però una rotta a vista più sottocosta. Le onde si fanno più insistenti e per stabilizzare un po’ di più la barca mettiamo il fiocco. Ne sentiamo subito il beneficio anche se il rollio rimane comunque abbastanza forte.
Davanti a noi a motore Astemio, Pevarina, e Silia scortata a vista da Borin e Radioso. Fabio “a cavallo” della sua sanpierota ha prudentemente indossato il giubbotto salvagente e non sembra avere problemi di navigazione.
Dopo qualche ora, e dopo avere lasciato alla nostra sinistra la verde Punta Salvore, avvistiamo Cittanova, la nostra prima tappa croata. Dobbiamo prestare attenzione per delle coltivazioni all’imboccatura del porto e poi finalmente approdiamo alla banchina della dogana.

Appena tocchiamo terra ci congratuliamo con Fabio che a dir la verità sembra il più pacifico di tutti. In effetti la traversata non è stata proprio tranquilla e quindi lo scambio di impressioni è molto intenso. Sulla banchina ad aspettarci troviamo anche Lucio Stocco con suo figlio Andrea; sono arrivati con le loro moto e ci seguiranno nell’impresa via strada. Tutti gli equipaggi bene o male hanno già compilato la crew list e preparato i documenti e così i vari rappresentanti si mettono in fila per espletare le pratiche d’entrata in Croazia. In attesa che arrivino anche le altre barche che hanno affrontato la traversata a vela, Anna e Franco di Borin stappano due fresche bottiglie di prosecco che accompagnate da qualche stuzzichino ci sollevano sicuramente l’animo.

Siamo tutti contenti di essere finalmente arrivati e ancora ignari di quello che sarebbe purtroppo successo di lì a poco.
Ripensandoci bene, il brindisi promosso proprio da Borin, ha avuto l’inconsapevole ruolo di un saluto di addio! Siamo tutti increduli e dispiaciuti, purtroppo per i protagonisti della disavventura, non ci sono state scappatoie e non possono entrare in Croazia a causa di un documento scaduto.
Sono andata a rileggere il racconto che Anna ha scritto proprio l’anno scorso al ritorno e devo dire che ora che ho provato l’esperienza riesco sicuramente a comprendere meglio l’entusiasmo e la gioia su cui “navigavano” quelle parole. Grazie
Finite le operazioni doganali ci spostiamo tutti nel porto vecchio, che ha la banchina direttamente in paese, e chiudiamo il pomeriggio con l’ormeggio delle nostre imbarcazioni. Siamo tutti molto stanchi e desiderosi di trovare una sistemazione per la notte.
Grazie a Laura troviamo velocemente delle stanze a qualche chilometro dal paese e attendiamo quindi il taxi che ci porti a destinazione.
Qualcuno dormirà in barca, tra loro anche Agostino su Cristina II^. Qualcuno riesce a trovare anche alloggio in paese dove inizialmente sembrava non esserci disponibilità. Dell’equipaggio di Borin è rimasta con noi Annalisa, sorella di Anna, nonché moglie di Valter, imbarcato su Attilia. Mamma mia che intrecci!!
Comunque per tutti l’appuntamento è alle 20,30 al ristorante dell’anno scorso di cui sinceramente non ricordo il nome.
Le nostre stanze si trovano proprio in bel contesto, una villetta praticamente nuova con un bel giardino e in una zona devo dire molto tranquilla. Siamo in otto, Massimo, Mario, Laura, Alessandro, Silvio, Jacopo, Marzio ed io, e così dopo una bella doccia attendiamo il nostro taxi per il ritorno in paese.

Arriviamo al ristorante e prendiamo posto sulla tavolata già bella piena. C’è allegria tra noi e la stanchezza sembra essere sparita. Giorgio ci informa di avere sentito Franco e Anna, ormai arrivati in Slovenia, e che si accingevano a fermarsi per la notte.
Numerosi boccali di pivo croata accompagnano i nostri piatti di pesce e carne rendendo tutto così “dondolante”, quasi come essere in barca.
La partenza per l’indomani è prevista verso le 8.30, destinazione Rovigno con fermata nel verde canale di Lemme.
E’ arrivata l’ora dell’appuntamento con il taxi e così salutiamo tutti e ritorniamo verso le nostre camere. Buona notte!
C.V.
Nella prossima puntata: l’entrata trionfale a Rovigno e le sorprese della Regata con le batane. Non perdetela!!